Conosciuto come "tè rosso" in Cina, il tè nero è prodotto in numerosi paesi.

Ci sono due principali processi produttivi, il tè nero ortodosso ed il tè nero CTC (Crushing,Tearing, Curling).

I tè neri ortodossi seguono un processo che usa metodi e forme peculiari di ogni paese ed è riservato a tè più pregiati, mentre il metodo CTC regala tè dall’aspetto uniforme usati prevalentemente per le bustine da tè in carta.

Tre sono gli step fondamentali nella lavorazione del tè nero ortodosso: avvizzimento, rollatura e ossidazione.
Nella fase di avvizzimento le foglie fresche ed i germogli di tè appena raccolti, disposti in strati, subiscono una leggera ossidazione naturale e vengono a perdere buona parte del contenuto acquoso, diventando malleabili in vista degli step successivi.
Nella rollatura, che si esegue tramite macchine che accartocciano e spremono, si romperà la cellula fogliare con fiori uscita della linfa, che, a contatto dell’ossigeno dell’aria, promuoverà l'ossidazione enzimatica dei polifenoli. Questa è la base per formare l'aroma, il colore e il sapore del tè nero e determinarne la forma.
La fase successiva, è la vera e propria ossidazione, il processo chiave che determina la qualità del tè nero.

È durante questa fase che la foglia sviluppa aroma e sapore riconoscibili del tè nero, diventa di color bruno ed i polifenoli si trasformano in theaflavine e thearubigine, che caratterizzano il colore rosso arancio del tè nero in tazza. appartenenti a un gruppo chiamato polifenoli.
Per questo terzo passaggio le foglie vengono distese in strati sottili in ambiente fresco e umido e lasciate ossidare per 20-30 minuti o più, a seconda del clima e temperatura dell'aria.

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